Non vedi correttamente questa mail? Clicca qui per vederla nel tuo browser
Se vuoi leggere comodamente La Lampadina sulla tua poltrona, puoi stampare questa Newsletter, scaricando la versione pdf da qui
Se vuoi rileggere i precedenti numeri de La Lampadina, visita il nostro sito www.lalampadina.net

La Lampadina - n. 135 ::: Marzo 2024

Cari Lettori,
in un momento in cui un miglioramento di qualsiasi tipo sarebbe auspicabile, in molteplici settori del nostro vivere glocal, parliamo di un avanzamento lento ma inarrestabile verso il meglio, verso il perfettibile: approfondiamo la tecnica quasi filosofica del kaizen che ci descrive Carlo, e che si può ritrovare ovunque si scorga la volontà di attuarla: nel design dei bolidisti, nell'idea di rendere fruibile al tatto ciò che la cecità nega, nel non arrendersi allo status quo ma lottare per cercare di migliorare una situazione di prigionia e di persecuzione, e ancora, sapere che a piccoli passi concreti si riescono a fare grandi conquiste come salvaguardare la salute e il benessere del nostro pianeta blu.
E poi, come Lalli sottolinea, non è mai troppo tardi per evolversi in meglio!
Buona lettura
ICH 

Commenta da qui...

Lunedì, 31 marzo 2025

Ciao,
oggi la nostra Lampadina si accende su:


CULTURA – Kaizen: il successo degli orientali
Articolo di Carlo Verga

L’industria giapponese è diventata dagli anni Cinquanta in poi, una delle più avanzate del mondo, e oggi però superata dalle dinamiche più aggressive dei coreani e cinesi, ma come è potuto avvenire tutto questo?
Fondamentale la disciplina comportamentale denominata Kaizen. Un metodo di grande successo in Giappone dopo la seconda guerra mondiale.
La parola è composta da due termini, KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono, migliore), e significa cambiare in meglio. In altre parole miglioramento costante dei processi manifatturieri, ingegneristici e di business management delle aziende.
La prima ad utilizzare questa disciplina è stata la Toyota.
La strategia Kaizen è quella di incoraggiare ogni persona ad apportare ogni giorno quei piccoli cambiamenti il cui effetto complessivo diventa un processo di selezione e miglioramento dell'intera organizzazione.
Il processo cominciò nel Dopoguerra, i prodotti giapponesi erano considerati imitazioni, mal fatte, dei prodotti americani e/o europei. Furono le forze d'occupazione statunitensi che portarono in Giappone alcuni esperti in business management per aiutare la ricostruzione dell'industria giapponese con un programma di introduzione del controllo statistico nelle produzioni, metodo poi portato avanti e perfezionato dai solerti tecnici giapponesi. Il progetto era finalizzato a ribaltare la situazione in 10 anni con l’introduzione del Controllo Qualità nell'industria manifatturiera e venne avviato, fin dal 1951, con l'istituzione dell'Economic and Scientific Section.
Il termine Kaizen venne ufficialmente adottato in Giappone da un filmato pensato proprio per illustrare il programma, il titolo era Kaizen eno Yon Dankai (il Miglioramento in 4 Passi).
Negli anni '60 la qualità dei prodotti giapponesi si affermarono in tutto il mondo e in molti settori grazie soprattutto all'alta qualità ed al prezzo rispetto ai concorrenti occidentali.
La prima conferenza internazionale sulla Qualità fu tenuta a Tokio nel 1969 e proprio in quell’occasione vennero poste le basi degli sviluppi futuri della qualità totale che segnò il definitivo distacco del modello giapponese, dai sistemi di qualità occidentali.
Negli anni ‘70 e ‘80 i crescenti successi dell'industria del Sol Levante imposero il Kaizen e più in generale la qualità come punto di forza di ogni industria manifatturiera. A seguito della pressante crescita della competitività Giapponese e per contrastarla, venne introdotta in Inghilterra, la BSI 5750 per la gestione dei sistemi qualità, da cui, nel 1987, fu coniata la prima versione Iso 9001.
Alla base del successo sono evidenti alcuni concetti, tipici, del pensare del Sol Levante quali:
- una forte spinta motivazionale ed un senso d'appartenenza all'Organizzazione, tali da far coincidere gli interessi del singolo con il gruppo d'appartenenza.
- disprezzo per lo spreco, come valore assoluto e retaggio della tradizione feudale del Giappone pre-capitalistico.
In Europa ed in occidente negli anni '90 si stentava a recepire l’importanza della cultura della qualità mentre in Oriente era stata facilmente integrata nel tessuto produttivo prima giapponese, poi coreano e successivamente cinese, determinandone i successi delle loro produzioni.
I Cinesi hanno cominciato ad apprezzare la filosofia Kaizen qualche anno fa, il governo ha spinto ad assumere ingegneri giapponesi super qualificati e specializzati in diversi settori industriali; particolare la scelta dei candidati, reperiti nel mondo dei pensionati i quali oltre avere ben assimilato la filosofia Kaizen e forse poco gratificati dalle società dove impiegati, erano ben disponibili a continuare la ricerca in un altro mondo e con una disciplina a loro familiare.
Oggi siamo profondamente colpiti dai successi industriali della Cina - le auto elettriche di qualità e ad un prezzo competitivo, l'elettronica di consumo, i macchinari industriali, i treni ad alta velocità, i robot. 
Un solo punto interrogativo: il kaizen in salsa cinese come sarà? Ha potenzialmente la possibilità di esprimersi molto più velocemente di quello giapponese contando su risorse materiali e umane quantitativamente di molto superiori a quelle del paese del Sol Levante. Il tutto porterebbe a risultati, buoni e/o cattivi, sotto gli occhi di tutti in tempi velocissimi. 
Poi i grandi cambiamenti del momento, un paese comunista che si apre agli scambi, alla cooperazione internazionale e un mondo liberale quello americano che si chiude; Xi Jimping invita i grandi manager per offrire quello che l’America vuol dimenticare... attira i tecnici delle grandi multinazionali, che ben accettano l’invito, parliamo di Rajesh Subramaniam di FedEx e Bill Winters di Standard Chartered, Pascal Soriot di AstraZeneca e Miguel Ángel López Borrego di Thyssenkrupp. Poi Amin Nasser di Saudi Aramco, Oliver Zipse della BMW, Akio Toyoda della Toyota, Ola Källenius di Mercedes-Benz, Lee Jae-yong di Samsung, Maersk – i giapponese Hitachi, l’industria sudcoreana di semiconduttori SK Hynix e dei farmaceutici Pfizer e Sanofi.
Che dire?
Possiamo certo biasimare il modo di governare cinese continuando comunque a comprare i loro prodotti ed osservando con meraviglia i loro esponenziali miglioramenti ma sarebbe un'idea cecare di attuare, anche in minima parte, dei piccoli miglioramenti cosi come ci viene indicato dalla prima dottrina giapponese da loro ben apprezzata, un ironico ciclo: dagli Usa al Giappone, dal Giappone alla Cina, dalla Cina agli Usa e a noi...

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«L'impresa che non migliora, peggiora.»

Philip Kotler

CULTURA – Ritrovamenti preistorici: quanti misteri!
Articolo di Beppe Zezza

A volte ci interessiamo a misteri di località molto lontane da noi (vedi le statuette di Acambaro del numero di aprile 2024), senza sospettare che anche dietro casa nostra sono accaduti fatti analoghi che hanno suscitato altrettanto interesse e polemiche.
Credo che a nessuno di noi “Glozel” dica niente. Eppure all'inizio del secolo scorso è stata il teatro di ritrovamenti archeologici che hanno suscitato tra gli specialisti appassionate discussioni, che si sono protratte per anni e che sono rimaste senza una risposta definitiva.
I fatti:
Glozel è una località della Francia centrale a una trentina di km da Vichy (città a noi ben nota perché sede del governo francese dopo la sconfitta subita ad opera della Germania di Hitler).
Nella primavera del 1924 – proprio cento anni fa – un giovane contadino Emile Fradin nel lavorare un campo si imbatte in diversi oggetti che riconosce essere di tipo archeologico (mattoni e tavolette incise, ossa tagliate, frammenti di ceramica, sculture raffiguranti animali e esseri umani). La notizia si diffonde nell’entourage, l’anno seguente un archeologo dilettante, un medico di Vichy, il dottor Morlet, avvia una serie di scavi sul posto (solo lo dopo aver sottoscritto con il Fradin un contratto di esclusiva!) che si conclude con un articolo intitolato ‘Nuovo sito neolitico’. Subito divampa la polemica. Perché? Perché tra i ritrovamenti sono presenti delle tavolette di argilla ricoperte di segni che potrebbero far pensare a una scrittura in un alfabeto sconosciuto! “Impossibile perché sarebbe necessario retrodatare l’invenzione della scrittura la cui origine, secondo le tesi universalmente accettate, è avvenuta in epoca più tardive e in Oriente! Ci deve essere sotto un qualche inganno”.
Il campo degli scienziati si divide: un buon numero di personaggi qualificati è favorevole, ma un altro buon numero di personaggi altrettanto qualificati sostiene invece trattarsi di una truffa. Per dirimere la controversia viene nominata una commissione internazionale che esegua degli scavi secondo le tecniche più rigorose della epoca. Conclusione della commissione: i ritrovamenti non sono autentici!
Tranne che… a capo della commissione c’erano due scienziati ‘negatori’.
Il Fradin è accusato di frode davanti alla giustizia.
Il dottor Morlet lancia un’altra campagna di scavi che si conclude con l’affermazione che i reperti sono autentici!
La giustizia decreta il non luogo a procedere nei confronti del Fradin, questi, a sua volta, accusa di diffamazione i suoi detrattori e ne ottiene la condanna.
Gli anni passano, l’interesse per la questione scema. Non se ne parla più: eventi ben più coinvolgenti appaiono all’orizzonte.
L’interesse si riaccende negli anni '70. I reperti vengono analizzati con le nuove tecniche di datazione. Risultato: una torre di Babele, alcuni dicono “preistoria”, altri “tempi moderni”!
Una nuova campagna di scavi viene effettuata sul sito: conclusione non si trovano tracce di insediamenti neolitici, ma solo qualche ritrovamento di oggetti dell’età del ferro e di epoca medioevale.
Questione chiusa? Mica tanto!
Da Glozel sono stati estratti oltre 3000 reperti: tavolette incise con segni forse alfabetici, ossa lavorate, statuette. Da dove vengono? Chi le ha prodotte e a quale scopo?
Altro è dire: non abbiamo trovato traccia di insediamenti neolitici, altro è dire: i reperti sono contraffatti! La falsificazione non è stata mai provata, anzi i risultati dei test eseguiti sui materiali ceramici con la tecnica della termoluminescenza ne confermerebbe la antichità.
Sul web impazzano le ipotesi che vanno dal paranormale all’esoterismo fino al complottismo da parte della scienza ‘ufficiale’ che non accetta che i suoi dogmi vengano messi in discussione.
Scartate le ipotesi più fantasiose (extra terrestri e simili) altre invece propongono degli interrogativi che non possono essere fatti cadere sbrigativamente.
Mi riferisco in particolare ai lavori di Gigì Sanna, uno studioso delle origini della scrittura e esperto della scrittura nuragica. Questi è stato attratto dalla somiglianza tra questa e quella dei reperti di Glozen al punto da fare pensare a una loro parentela. Secondo il Sanna, che sostiene di avere decrittato le scritte delle tavolette, i reperti ritrovati sarebbero degli oggetti votivi di un tempio dedicato a un ‘precursore’ di Apollo!
Qual è la verità? E chi lo sa!
Anche qui, come per le statuette di Acambaro il numero dei reperti è talmente elevato da rendere la fabbricazione recente a scopo truffaldino una ‘ipotesi poco ragionevole.
Per chi volesse approfondire una amplissima bibliografia sull’argomento è disponibile a termine dell’articolo “Retour sur l’affare glozel” del quale sono largamente debitore per questo scritto.

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«Noi ci sediamo in cerchio e supponiamo, ma il Segreto si siede in mezzo e sa.»

Robert Lee Frost

ARCHITETTURA – Massimo Iosa Ghini e il Bolidismo
Articolo di Marguerite de Merode Pratesi

Ultimamente, in una discussione sull'architettura e il design italiano, ho sentito parlare per la prima volta di un movimento poco conosciuto, nato negli anni '80: il Bolidismo, una corrente artistica e culturale creata da un gruppo di circa venti giovani architetti e designer formatisi all'Università di Firenze, con l’intento di dar vita a un’avanguardia postmoderna. L’architetto Massimo Iosa Ghini ne sarà considerato il fondatore.
La loro ricerca avrà origine nell'amore italiano per la velocità, con l’obiettivo di ottenere un dinamismo accentuato nelle forme, caratterizzate da linee fluide e in continuo movimento. L'ispirazione arriva dall’estetica futurista di Balla e Boccioni, dall’architettura degli anni Trenta, dal mondo dei fumetti, dall'ultimo movimento d'avanguardia del Novecento e dalla cultura pop. Questa visione darà vita a una serie di oggetti dalle linee dinamiche e fluide. Il pensiero bolidista si fonda su concetti come comunicazione, movimento, leggerezza, cambiamento e azione.
Nel design, questo pensiero condurrà ad una preferenza per forme non solo "modellate dal vento", ma anche ispirate alla natura, contribuendo a trasformare i giovani del movimento nei pionieri del design sostenibile. Grazie alle nuove tecnologie, queste forme potranno essere prodotte industrialmente, mantenendo la loro varietà e complessità, e diventando espressione di un nuovo concetto di velocità, che non sarà più meccanica, ma elettronica.
Il fondatore del movimento, Massimo Iosa Ghini, originario di Bologna, inizia la sua carriera nel mondo del fumetto, collaborando con riviste come Alter Linus e Frigidaire. I suoi primi lavori sembrano tratti direttamente dall'universo dei fumetti, con forti influenze dall’aeropittura futurista e dalla corrente americana della streamline. La sua vera capacità sarà quella di coniugare innovazione, estetica e sostenibilità.
Il suo linguaggio si evolverà negli anni, spingendosi sempre più verso la creazione di ambienti e oggetti in grado di rispondere alle nuove esigenze del mondo contemporaneo, tra cui quella di una sostenibilità "emotiva", ossia di un design che non solo rispetti l'ambiente, ma che sappia anche emozionare. Svilupperà questo concetto nel Padiglione Italiano all'Expo 2020, Beauty connects people, dimostrando come il design possa essere responsabile ed emozionante al contempo, capace di unire le persone attraverso la bellezza.
Ghini avrà anche un ruolo di primo piano nel gruppo Memphis Milano, una delle formazioni più influenti nel panorama del design postmoderno. Insieme a Ettore Sottsass, Aldo Cibic e Michele De Lucchi, il gruppo Memphis rivoluzionerà il design, spostando l'attenzione dal principio del "forma segue funzione" a "forma segue l'anima".
Secondo Ghini, la grande intuizione del movimento era vedere l'oggetto come il risultato del modo in cui l’essere umano percepisce e vive il mondo.
Il Bolidismo, con le sue linee fluide e in continuo movimento e tutto ciò che ne è derivato avrà influenzato non solo l’architettura e il design, ma anche la visione di una nuova realtà: un mondo interconnesso che oggi, più che mai, sta vivendo la sua espressione concreta.

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«C'è un paradosso divertente del design: l'utilità genera bellezza. C'è eleganza nell'efficienza.»

Ben Orlin

STORIA CONTEMPORANEA - Gli asilati di Tomaso de Vergottini
Articolo di Isabella Confortini Hall

Giovedì 6 marzo presso il Circolo degli Affari Esteri, alla presenza e con l'intervento degli ambasciatori Nino Felicani, Franco Mistretta, Bernardino Osio e Umberto Vattani, si è ricordato il ruolo svolto dall’ambasciatore Tomaso de Vergottini quale rappresentante dell’Italia in Cile al momento della presa del potere di Pinochet nel settembre del 1973. Tomaso arriva a Santiago il 30 dicembre del 1973. Pinochet con il golpe ha rovesciato la stato democratico di Salvador Allende. L’Italia non riconosce la giunta militare cilena e questo rende Tomaso un orfano diplomatico, rendendo molto difficile il suo ruolo. Arriva nella residenza di Calle Miguel Claro 1359 che occupa un intero isolato del quartiere residenziale di Providencia, zona un tempo appannaggio dell'alta borghesia cilena e ora in decadenza. La trova piena di persone, uomini e donne che hanno saltato il muro della residenza per cercare aiuto: in quel periodo l'ambasciata italiana a Santiago era diventata rifugio per i perseguitati politici del regime militare che ricevevano asilo politico in vista di ottenere il salvacondotto per potere espatriare.
Tomaso, insieme alla sua preziosa instancabile e tenace moglie Annasofia, ospitava i fuggiaschi e si dava da fare per ottenere dai militari i salvacondotti necessari per lasciare il paese. Annasofia usciva con la camionetta della residenza per fare la spesa e dare vitto alle decine e decine di persone che non potevano muovere un passo fuor dalle mura di cinta dell'ambasciata, per il rischio di essere catturati dalla polizia e scomparire nel nulla: la polizia politica aveva circondato la residenza per impedire l’accesso di chi cercava asilo e il personale italiano era sottoposto a minacce e rischi per la propria incolumità; si può facilmente comprendere come, in queste condizioni, il lavoro umanitario svolto in quel periodo fu particolarmente pericoloso.
In questo ambiente ostile Tomaso nel periodo 1973-1975, con l'allora console Emilio Barbarani, arrivato a Santiago nel 1974, giunse a ospitare in certi momenti fino a 250 asilati e riuscì a fare espatriare 750 persone fra cui esponenti della sinistra di Allende che rischiavano di essere eliminati dalla polizia politica. Tutto questo rischiando la vita essendo anche stato vittima di un attentato, ma riuscendo anche, con la sua capacità diplomatica ad essere non sgradito anche alla Giunta cilena, che certo non lo favorisce, lo contrasta vivacemente, ma lo rispetta.
La sua vita e questo periodo terribile lo ha raccontato lui stesso in un libro: Cile: diario di un diplomatico (1973-1975) (Koiné, Roma, 2000), che raccoglie innumerevoli aneddoti e anche e soprattutto la sua visione personale della situazione in divenire di quegli anni.
Anche quando il suo incarico terminerà, sceglierà di rimanere in America Latina, prima a Montevideo in Uruguay, poi a  Santo Domingo e ancora, conclusa la sua carriera in diplomazia, sceglierà di tornare a vivere a Montevideo fino alla sua dipartita nel 2008.
Il suo impegno umanitario è stato considerato particolarmente significativo nel contrastare i regimi militari latinoamericani negli anni Settanta del secolo passato e dopo un lungo silenzio il suo nome è stato inserito tra i Giusti della Farnesina, cioè  tra quei diplomatici italiani che si sono distinti per avere difeso nel tempo la vita umana da guerre e regimi autoritari e il cui nome viene onorato nel Giardino dei Giusti della Farnesina.
Come ricordava Gabriele Nissim, Presidente della Fondazione Gariwo, intervenuto il 6 marzo, «Le figure dei diplomatici giusti mostrano come la nostra diplomazia abbia scritto nel corso della sua storia alcune pagine di straordinaria umanità, che meritano di essere ricordate come un esempio di quella che mi piace definire la diplomazia del Bene: quella che salva le vite delle persone perseguitate e che difende il valore della libertà.»

 Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«La diplomazia è, in un certo modo, l'arte della speranza.»

Papa Benedetto XVI

ABBIAMO OSPITI/ARTE- La fruizione tattile delle opere d'arte
Articolo di Alessandro Monti*, Autore Ospite de La Lampadina

A molti visitatori di musei non dispiacerebbe toccare alcune delle opere esposte, soprattutto le sculture. Un desiderio però inappagabile: sistemi di allarme segnalano eccesivi avvicinamenti alle opere. Avvicinarsi e toccarle è consentito solo agli addetti ai lavori per motivi di studio o restauro. I visitatori possono ammirarle attraverso lo sguardo. Una possibilità purtroppo negata alle persone non vedenti o ipovedenti.
Negli ultimi anni tuttavia si assiste al moltiplicarsi di iniziative del sistema museale orientate ad attenuare/compensare le difficoltà visive degli amanti dell'arte.
Particolare stimolo al riguardo ha dato la nascita dei musei tattili che in Italia sono ben cinque. Il più frequentato, con oltre 20 mila visitatori annui, è il Museo Statale Tattile Omero. Aperto ad Ancona nel 1993 consente ai visitatori di toccare tutte le oltre 200 opere d'arte della collezione formata da riproduzioni di dipinti e sculture tra i più significativi della storia dell'arte, nonché da opere donate dagli stessi autori.
L'apertura dei musei tattili ha avuto positive ricadute sulla progressiva introduzione di forme di fruizione manuale nei tradizionali musei pubblici.
Spiccano quelle offerte da alcune strutture museali della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, spesso su impulso di istituzioni benefiche, Onlus e associazioni di volontariato. Consentendo di toccare copie di opere delle loro collezioni permanenti, con ausili informativi tattili e uditivi anche in occasione di mostre temporanee, i musei soddisfano, almeno in parte, i desideri di conoscenza dell'arte delle persone non vedenti e rispondono a talune indicazioni del PNRR in materia di sostegno pubblico alle disabilità.
Su questa linea si muovono il modello tattile della michelangiolesca Piazza del Campidoglio e le riproduzioni degli edifici rinascimentali che la circondano (Palazzo Senatorio, Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo). Sponsorizzati nel 2006 dall'Associazione Amici dei Musei di Roma e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, il modello e le riproduzioni in scala sono state collocate al piano terra dei Musei Capitolini, con schede illustrative in bianco e nero e in braille.
Più di recente altri musei si sono dotati dl riproduzioni toccabili. La Pinacoteca Capitolina espone copie in scala collocate di fronte agli originali: quella dell'Annunciazione del Garofalo (1528) e quelle di due opere di Caravaggio (San Giovanni Battista, 1602 e la Buona Ventura, 1593-94).
Il Museo Napoleonico a Palazzo Primoli propone invece la riproduzione tattile ridotta dell'imponente quadro di Napoleone a cavallo sul campo di Wagram, dipinto da J. Chabord nel 1810 e quella del ritratto delle sorelle di Napoleone, Zenaide e Carlotta Bonaparte, dipinto da J. L. David nel 1821.
All'insegna del progetto L'arte da toccare, la Sovrintendenza Capitolina ha poi organizzato sia “esplorazioni tattili” ai bassorilievi dell’Ara Pacis sul Lungotevere in Augusta ed a una selezione di sculture di epoca romana al Museo della ex Centrale Montemartini, succursale dei Musei Capitolini; sia visite guidate a gioielli architettonici e naturalistici come la Serra Moresca e la Casina delle Civette ideati dall'architetto Giuseppe Jappelli nel 1840 a Villa Torlonia in Via Nomentana.
Qui viene offerta la possibilità di vedere con le mani gli eleganti apparati decorativi e percepire le differenze dei materiali utilizzati.
L'apprezzabile tentativo di venire incontro, di sopperire ai desideri dei visitatori con menomazioni della capacità visive, ha impegnato anche i musei d'arte moderna e contemporanea. Nell'ambito del progetto: I musei a portata di mano, la Galleria d'Arte Moderna a Via Crispi propone visite tattili di alcune sculture collocate nel chiostro. Mentre al secondo piano del piccolo Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese sono  esposte copie di tre dipinti di Giorgio De Chirico: Mistero e malinconia di una strada e fanciulla con cerchio, (1960); Cavalli in riva al mare (1927-1928), Orfeo solitario (1973).

L'ultima iniziativa in ordine di tempo per incoraggiare la fruizione manuale delle opere d'arte è quella promossa dall'Associazione Amici dei Musei di Roma con il sostegno della Fondazione Bulgari. Lo scorso 29 ottobre sono state donate al Museo di Roma a Palazzo Braschi le copie in resina per uso tattile di due busti dello scultore Pietro Tenerani (Carrara 1789 - Roma 1869) che ritraggono il Principe Livio III Odescalchi (1841) e l'avvenente Edvige Carnevali coniuge del ricco banchiere romano Pietro Righetti (1841). [cfr. foto].
I busti, con accanto le relative illustrazioni in braille e bianco e nero, sono stati collocati di fronte alle opere di Tenerani con l'intento di farle apprezzare alle persone non vedenti e a chi, oltre alla conoscenza visiva, vuole avere il piacere di quella manuale.
Si spera che questa nuova opportunità didattica sia fatta conoscere e rilanciata il più possibile sui social insieme a quelle apprestate dagli altri musei che, aprendo il mondo dell'arte alla percezione sensoriale, contribuiscono, al tempo stesso, ad attutire i disagi di chi ha défaillance visive e ad ampliare la platea dei visitatori museali.
Trattandosi, dunque, di opportunità proficue non solo per l'inclusione sociale ma anche per la valorizzazione del patrimonio museale, è augurabile trovino crescente condivisione e sostegno della società civile più avvertita e in particolare della generosità dei cittadini romani.

*Professore Ordinario di Teoria e politica dello sviluppo, già Università degli Studi di Camerino (MC).

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«Lo scultore non cerca di tradurre in marmo il proprio pensiero: egli pensa direttamente come se già tutto fosse di marmo, egli pensa in marmo».

André Gide

ABBIAMO OSPITI/PIANETA TERRA - Fulco Pratesi
Articolo di Elvira Coppola Amabile*, Autore Ospite de La lampadina

Fulco Pratesi fondatore del WWF non è più tra noi.
Fulco Pratesi ci ha lasciati in questa valle di lacrime.
Chiedo scusa per quest’espressione retorica che per una volta non ha retorica.
Imponente infinito struggente il commiato di tutto il mondo ambientalista presente a rendergli omaggio.
Negli occhi di tutti, di tutti noi “militanti” una richiesta muta. Siamo tanti e presenti gli attivisti delle associazioni. WWF MAREVIVO LEGA AMBIENTE GREENPEACE… solo per dirne alcuni…Giornalisti di televisioni radio Istituzioni partiti ovviamente amici e parenti.
Mi guardo intorno e mi accorgo che siamo un esercito. Molti di noi oramai hanno i capelli bianchi.
Noi rappresentati del mondo ambientalista che insieme a lui abbiamo cominciato anni fa a scorgere le sofferenze nella natura che stavamo sciupando incoscientemente. Noi che ci siamo dedicati con passione a raccogliere il grido di aiuto che veniva dal mare dalle creature dalla terra.
Ci abbiamo creduto abbiamo lottato abbiamo instillato una consapevolezza e conquistato partecipazione di istituzioni indotto legislatori scienziati a prendere a cuore le crisi ambientali che danneggiavano territori e salute. Si è mosso un interesse nei confronti dell’ambiente che trasversalmente ha impegnato tutti i campi. Scienza cultura istruzione legislazione politica.
Ma il clima il mondo la natura intera con questa situazione di belligeranza e di cinismo realistico stanno precipitando in una regressione spaventosa. Vanificando spesso il lavoro di anni!
I pericoli per l’umanità si ripropongono.
Oggi attorno al ricordo dell’eroismo di Fulco Pratesi sentivamo lo sgomento di un futuro nuovamente incerto. «La luce di Fulco per continuare ad ispirare la volontà di proteggere le creature e la meravigliosa esplosione del nostro pianeta». Queste le parole della figliola a chiusura di una cerimonia sentita e toccante.
Siamo tutti eroici in questa missione di curatori volontari appassionati del nostro splendido pianeta blu di terra aria acqua. Staphen DeMistura (ONU), strappando un sorriso ad una platea triste, ripete nella frase di Fulco l’ironia la poesia, l’impegno e la passione che lo caratterizzavano.

«IL PIPISTRELLO È BELLO».

*Penna storica di Marevivo

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice


«Abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor».

Fulco Pratesi

COSTUME - Non è mai troppo tardi!
Articolo di Lalli Theodoli

NON È mai troppo tardi!
Mai dire mai!
Non tirare i remi in barca!
Etc
Frasi fatte?
No, vere!
Ho per anni seguito corsi sulla arte contemporanea uscendone ogni volta molto seccata di non aver capito nulla col cervello e di non aver sentito nulla col cuore.
Tetragona a questo mondo che oramai è invece seguitissimo.
Mi sono sentita inetta ed insensibile.
Sì il cagnolione di Koons carino ma perché mi fa pensare alle feste dei bambini e ai palloncini ma poche altre cose ho trovato carine. Il messaggio? Non arrivava.
C’è voluto un breve viaggio a Bilbao per forse cominciare ad aprire la mia testa.
Guggenheim. Fuori dal museo un enorme cagnone rivestito di fiori. Sempre di Koons. Alcuni operai sul cestello stanno cambiando alcuni fiori.
Bello bellissimo ma...nel suo aspetto classico molto comprensibile.
Alzando gli occhi appare il museo. Un intrecciarsi di pareti curve (una nave, un elmo?) rivestite di un titanio luccicante in modo diverso ad ogni ora del giorno, scurendo alcune pareti, facendone brillare altre ed assumendo così un aspetto diverso ad ogni minuto del giorno.
Sono incantata.
Se ad un bambino avessero detto: disegna un museo, ed avesse tirato fuori una cosa del genere i genitori preoccupati avrebbero chiesto un consulto. O'Gehry un genio. Sono felice: questa architettura mi ha colpito alla mente ed al cuore.
Due giorni dopo visita al santuario di Arantzazu. Un pullman si arrampica per una specie di Svizzera e ci scarica sul piazzale.
Una facciata in cemento con pareti scurissime sbalzate a diamanti come a Ferrara. Idem il nero campanile.
L’ingresso è in fondo ad una scalinata.
Si entra nella penombra. Molto scarno l’interno e sul fondo un granda coro. Cantano.
Ma da questo buio di fronte l’abside è quasi azzurra illuminata da una luce naturale dall’alto.
Dapprima, l’abside altissima ornata di rilievi di cemento dipinto, pare non abbia da raccontarci nulla, ma poi.
Chiedo a chi ne capisce più di me.
Ho le visioni?
Vedo un lago, delle persone, forse un porto, dei fabbricati.
Non li vedo solo io!
Benvenuta nell’arte contemporanea! Mi si dice.
È vero: non è mai troppo tardi!

Vota e/o commenta questo articolo da qui

Fai leggere questo articolo ad un tuo amico...

Torna all'indice

La Lampadina è su Facebook

 

FLASH NEWS!

Un po' qua, un po' là... 

L'amore - Ci si puo innamorare con l'algoritmo? Sembra che in un paio di anni, avere una relazione con un'IA sarà la norma. Intanto negli Usa nel 2024 sono state 19mila le vittime di frode sull'argomento, con danni economici totali pari a 1,3 miliardi di dollari.
CV

*

Devoto-Oli: nuove parole! - Nel dizionario della lingua Italiana nato nel 1967, tra le parole recentemente aggiunte troviamo: Intelligenza artificiale: un'espressione a segnare il futuro, poi ancora cyberstalking, maranza (gioventù chiassosa), bestie (miglior amico), ChatGPT, scavetto (gesto tecnico con cui si supera il portiere con un tocco sotto il pallone segnando un gol). In tutto 400 parole nuove che meritano l’accesso al dizionario… dovremmo affrontarle tutte? le capiremo?
CV 

*

Aste d'arte - I migliori risultati d’asta, pittura, del 2024: A) Rene Magritte, L’empire des Lumieres = 121 milioni di dollari B) Ed Ruscha, Standard Station = 68 milioni di dollari C) Claude Monet, Nympheas = 65 milioni di dollari
CV

***

APPUNTAMENTI DELL'ASSOCIAZIONE
LA LAMPADINA:::PERIODICHE ILLUMINAZIONI

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai Soci de La Lampadina.

*****************

2-7 aprile 2025
LA MACEDONIA GRECA

Gli studi classici ci rimandano alla Beozia, la Tracia, la Macedonia.. Da Salonicco abbiamo deciso di seguire le tracce della storia di quella parte così a Nord della Grecia, e a raggiera ci sposteremo dalla bizantina Salonicco per visitare Pella, fondata da Archelao I per diventare la capitale del Regno di Macedonia e fu città natale e sede dell'impero di Filippo II e  Alessandro Magno. Poi Mieza, dove Aristotele impartì i suoi insegnamenti ad Alessandro Magno, e poi, Verghina, sede di uno dei più importanti siti archeologici di Grecia, Aigai, prima capitale macedone, dove venne ritrovata nel 1977 la tomba di Filippo II. E ancora, Meteora con i suoi monasteri...

*****************

giovedì 08 maggio 2025
I FARNESE NELLA ROMA DEL CINQUECENTO. ORIGINI E FORTUNA DI UNA COLLEZIONE
Musei Capitolini - Villa Caffarelli

In mostra centoquaranta  capolavori tra sculture antiche, bronzi, dipinti, disegni, manoscritti, gemme e monete della più prestigiosa raccolta di opere d’arte e reperti archeologici del Rinascimento. Un progetto scientifico di alto valore e di grande rilevanza nell’ambito dell’anno giubilare racconta la Collezione Farnese  ricostruendo il momento del suo massimo splendore, dai primi decenni del XVI secolo all’inizio del XVII. Il progetto espositivo scaturisce da una riflessione sull’incidenza avuta sulla città di Roma da Papa Paolo III Farnese alla vigilia del Giubileo del 1550. Al pontefice si devono alcuni significativi interventi sulla città, tra cui la monumentalizzazione della Piazza del Campidoglio, affidata al genio di Michelangelo.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma

*****************

data da definire aprile/maggio
TRACEY EMIN. SEX AND SOLITUDE
Palazzo Strozzi - Firenze

Ha aperto a Palazzo Strozzi il 16 marzo la mostra dedicata all'artista britannica, che spazia tra pittura, disegno, video, fotografia e scultura, sperimentando tecniche e materiali come il ricamo, il bronzo e il neon. Il titolo fa riferimento a due parole chiave, sesso e solitudine, che permeano le oltre 60 opere di un percorso che attraversa diversi momenti della carriera di Tracey Emin, dagli anni Novanta a oggi, in un intenso viaggio sui temi del corpo e del desiderio, dell’amore e del sacrificio.
Leggi l'articolo di Marguerite de Merode del numero scorso a proposito di Tracy Emin e gli Young British Artists.

*****************

BAROCCO GLOBALE. IL MONDO A ROMA NEL SECOLO DI BERNINI
Scuderie del Quirinale

Apre il 4 aprile il nuovo progetto delle Scuderie del Quirinale, in collaborazione con la Galleria Borghese e altre prestigiose istituzioni nazionali e internazionali. Il viaggio si snoderà in una Roma cosmopolita, centro di una fitta rete di viaggi e rapporti che trascendono confini nazionali e culturali. L'Africa, l'America, l'Asia erano presenze tangibili e visibili nella Roma di questa epoca e ci proiettano in un mondo sorprendentemente multietnico e multiculturale, in cui missionari e diplomatici mettevano in dialogo, alla corte dei Papi, il Giappone con la Persia, il Congo col Nuovo Mondo. Si parla perciò di transculturalismo, di globalizzazione, di viaggi intercontinentali, di tradizioni culturali, di grandi protagonisti e storie inaspettate.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma

*****************

VILLA ALBANI TORLONIA

Andremo a visitare la Collezione Torlonia, la più importante collezione privata di sculture greco-romane al mondo e Villa Albani Torlonia, tra le più alte espressioni di gusto settecentesco: “patrimonio culturale della Famiglia per l’umanità”, che comprende il Casino Nobile, il giardino all’Italiana e la Kaffeehaus  con la collezione di sculture appena restaurata.

*****************

Vi ricordiamo anche
24 - 29 settembre 2025
SULLA VIA DI SANTIAGO

È da tempo che pensiamo a Santiago de Compostela: partendo da Madrid, andremo verso nord, in Galizia: toccheremo Avila, Salamanca (ndr. leggete il racconto di Ida Tonini del numero di febbraio 2025...), Zamora, Puebla de Sanabria, Orense e finalmente Santiago che chi vorrà potrà raggiungere facendo un tratto di cammino. Un itinerario un po' diverso dal solito, per scoprire piccole realtà del nord della Spagna, meno conosciute e visitate, per giungere a Santiago, la meta finale da secoli di migliaia e migliaia di pellegrini per raggiungere la cattedrale dove riposano le spoglie dell'apostolo Gacomo. Pensateci, noi stiamo già organizzando...

*****************

A metà ottobre ci aspetta un itinerario marchigiano tra Ancona, Jesi, Urbino, Pergola, Fermo e... i tartufi di Acqualagna...
Stay tuned e, per info, scrivete a:
appuntamenti@lalampadina.net

***

E ANCORA
FLASH NEWS!
 

Due cervelli - Nel nostro corpo, ci dicono, abbiamo due cervelli, uno il classico e un altro nel cuore con neuroni e funzioni specifiche. Il problema è che ancora non si è scoperto come dialoghino tre loro. Quando verrà accertato questo strano rapporto, sarà anche possibile il capire le aritmie così frequenti negli esseri umani.
CV 

*

Gli scacchi! - I più grandi scacchisti sono stati fino a poco tempo fa americani o russi, chi non ricorda Garri Kasparov (Russia), considerato il miglior giocatore di scacchi di tutti i tempi, che ha dominato gli scacchi per oltre 15 anni e ha vinto il titolo mondiale nel 1985. E poi Anatolij Karpov, (ancora Russia), campione del mondo dal 1975 al 1985, è stato uno dei rivali più grandi di Kasparov e poi Bobby Fischer (USA), considerato una leggenda degli scacchi, ha vinto il titolo mondiale nel 1972. Oggi i grandi campioni sono cinesi e indiani. Recentemente il campione di scacchi cinese GM (Gran Maestro) Ding Liren è stato battuto dal GM Gukesh Dommaraju. Gukesh, all'età di 18 anni, è diventato il campione del mondo di scacchi più giovane della storia, vincendo la partita finale 7,5 a 6,5.
CV 


ALL'OLIMPICO CON
LA LAMPADINA

 

01 - 13 aprile 2025
MOMIX

Frutto della genialità di Moses Pendleton, i Momix non perderanno l’occasione di riportarci al loro ineguagliabile mondo magico in cui sogno e realtà perdono i loro confini. Costumi, luci e scenografie incredibili, uniti alla sempre elegante scelta musicale, incendieranno i cuori di vecchi e nuovi spettatori.

***

07 aprile 2025
SABINA GUZZANTI
LIBERIDÌ
LIBERIDÀ

Da ormai un paio d’anni, Guzzanti, figlia, sorella e soprattutto madre di tanti orfani dei bei tempi andati, si dedica al dialogo sia con Meloni che con Schlein, con l’unico obiettivo di attenuare il danno. Un lavoro impegnativo, spesso estenuante, portato avanti con abnegazione e sacrificio e senza che nulla gliene venga in tasca. Di qui l’idea di cominciare a monetizzare questa attività con una serie di conferenze spettacolo, che i giovani d’oggi chiamano stand up comedy, sul nostro presente travagliato. Ovviamente non si parlerà solo di politica ma anche di argomenti veramente importanti come lo sviluppo tecnologico in mano a quattro esaltati irresponsabili e più in generale di come conservare una qualche forma di dignità nel XXI secolo.

***

dal 18 al 20 aprile 2025
INCANTI

Lo spettacolo di illusionismo più atteso dell’anno – vede in scena sei dei più giovani e più premiati illusionisti italiani che si alterneranno sul palco nell’arco di una serata per farci conoscere un illusionismo che abbandona una volta per tutte le scatole ricoperte di paillettes, i cappelli a cilindro, i conigli, le colombe e le ballerine semi-nude, per mettere in scena la nostra umanità e, con essa, le nostre speranze e le nostre disillusioni.
Info: www.teatroolimpico.it


***

WE LOVE ROMA
Dopo la cultura... il cibo
di Lucilla Laureti Crainz


Piano piano ci stiamo arrivando...ora anche a Roma molti musei si sono organizzati con ottime possibilità di mangiare. Certo non sono ristoranti stellati come puoi trovare all'hotel de la Marine con annesso ristorante La mimosa, 2 stelle Michelin. L'ultimo nato è Le serre di Palazzo Barberini, il posto molto fascinoso con vista sul giardino all'italiana e sul palazzo Savorgnan di Brazzà sede del Circolo degli Ufficiali. La serra veniva utilizzata per mostre fotografiche. Ora gestita del gruppo Panda, un catering che lavora specialmente nei ministeri, ci hanno detto.
Il cibo è buono senza essere speciale (aperto dalle 9 alle 19 come il museo - chiuso martedì).
Altro nato da poco Materia Terrazza Macro in via Nizza, dove proprio ieri Giuli ha nominato la nuova direttrice e speriamo si dia una mossa perché al momento non fanno granché. Molto bello lo spazio e la domenica brunch a 25€.
Anche Vivi Bistrot ha allargato il suo panorama prendendo l'appalto alla Galleria borghese ...nate a Villa Pamphili ora le due super ragazze sono a quota 5 sedi a Roma (palazzo Bonaparte, palazzo . Si trova a sinistra dell'ingresso in una posizione un po' infelice.
Un altro posto che vi consiglio è il Cafè Culture di Palazzo Merulana, sede della Fondazione Cerasi, in via Merulana, lì prima c'era l'Istituto d'Igiene ora dopo un sapiente restauro un posto e una collezione da non perdere.
Non vi parlo di quelli che sicuramente già conoscete come Il caffè delle arti accanto alla Galleria d'Arte Moderna, nè della Terrazza Caffarelli ai Musei Capitolini, siamo stati lì a colazione domenica e non ve lo consiglio, a parte il panorama, il cibo e il servizio ...nonché i piccioni che disturbavano non ha avuto un gran successo! Un altro bel posto dove mangiare è il Caffè Doria, nel giardino di palazzo Doria, siate però pronti a farvi un po' "spennare". Non vi parlo neanche del MAXXI lì trovi un bar gestito da Palombini e pieno di giovani col computer che studiano e nell'edificio accanto il ristorante Mediterraneo pieno di pretese ma mai decollato, forse ha cambiato troppe volte gestione.

Commenta sul sito...

***

MOSTRE

Ecco le segnalazioni di
Marguerite de Merode

Musei Vaticani: La deposizione di Mantegna.
Una "deposizione" ritrovata di Andrea Mantegna, sparita per secoli, è stata riscoperta nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei e sarà al centro della mostra allestita nella Sala XVII della Pinacoteca Vaticana.
La composizione della deposizione che l'artista veneto dipinse sul finire della sua carriera, forse all'inizio del Cinquecento, si pensa che possa essere stata realizzzata su commissione aragonese. Ai visitatori sarà mostrato anche un video che illustra il complesso intervento di restauro.
Dal 20 marzo 2025

Museo di Roma in Trastevere: FRIGIDAIRE
In esposizione circa 300 opere, tra copertine, tavole originali, fotografie e reportage legati alla storia di Frigidaire e dei suoi fondatori. Il progetto espositivo valorizza l’unicità della pubblicazione come fenomeno culturale trasversale, che ha unito arte, politica, musica e satira, con l’intento di far conoscere al pubblico, anche dei più giovani, un’esperienza culturale che rischia di essere dimenticata.
Dal 19 marzo al 7 settembre 2025 

Castel Sant’Angelo: L’arte dei Papi, da Perugino a Barocci. 
La mostra raccolta nei luoghi che furono della tomba dell’Imperatore Adriano racconta il rapporto nella storia 

città di Roma e i suoi Papi. Il progetto della mostra ha origine in questo clima di committenza papale e influenza cristiana. Grazie ai Papi, Roma è stata non solo Città Santa, ma fabbrica per artisti internazionali, attirati dal mecenatismo della corte del clero e della società aristocratica. Sono 38 le opere raramente esposte provenienti da importanti musei come la Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma, La Galleria Nazionale dell’Umbria, la Galleria Nazionale delle Marche e la Galleria Sabauda di Torino.Dal 6 marzo al 31 agosto 2025

Palazzo Doria Pamphili: Dall’uovo alla Dea, di Chiara Lecca
Questa mostra d’arte contemporanea può essere una bella occasione per penetrare nell’anima di Palazzo Doria Pamphili. Le opere dell’artista rispondono alla vocazione alchemica delle sontuose Stanze segrete della grande dimora in cui è allestita.
L’artista gioca infatti con i materiali; per cui, se da una certa distanza i suoi lavori appaiono rassicuranti, canonici, poi svelano, solo da vicino, la loro natura a tratti conturbante creando un disturbante rapporto uomo - animale. Un lavoro volto, in particolare, a «trasformare in arte quanto la natura produce e l’uomo abbandona».
Fino al 27 aprile 2025

 

La Lampadina Racconti

La Lampadina/Racconti - La bella società
di Paola Maddaluno

Elena lo guardava e pensava che fosse diverso da quello che aveva conosciuto all’università…forse era diverso o forse si camuffava bene e chi lo sa?! Con queste riflessioni, si mise a leggere l’avviso di garanzia che aveva ricevuto suo marito. Lui le aveva detto «Lo mandano a tutti quando fanno un’inchiesta, stai tranquilla perché io ho la coscienza a posto!» Però intanto quell’avviso c’era e lei non si sentiva per niente rassicurata da quelle parole. Sui giornali erano anche usciti degli articoli su quella brutta situazione; una storia di appalti come ce ne sono sempre in Italia, ma questa volta era diverso: un operaio era deceduto mentre lavorava in strada, era scivolato, là dove la strada era improvvisamente franata. «Ma la strada perché era franata?! Chi l’aveva costruita?!» Suo marito era stato il direttore dei lavori di quel passante; avevano deciso di costruire una tangente alla normale strada per evitare le curve, un bel tratto che poggiava su dei piloni piuttosto arditi. Possibile che una strada nuova era potuta franare così velocemente appena veniva giù un nubifragio?! E i piloni perché non erano stati controllati durante la manutenzione ordinaria?! Non era facile capire che cosa fosse successo in questo momento, figurati capire che cosa si provasse nella loro famiglia. E già il punto era proprio questo: come si faceva a far finta di niente e continuare le proprie vite ignorando che un uomo era morto e che era proprio dello stesso paese dove loro abitavano.  

Continua a leggere sul sito...

La Lampadina ::: Periodiche illuminazioni
Newsletter di fatti conosciuti ma non approfonditi, luoghi comuni da sfatare, semplici novità.

La Lampadina è una newsletter ideata da Carlo Verga, gestita da un Comitato di redazione composto da: Filippo Antonacci, Isabella Confortini Hall, Lucilla Crainz Laureti, Marguerite de Merode Pratesi, Ranieri Ricci, Carlotta Staderini Chiatante, Lalli Theodoli, Beppe Zezza e redatta con la partecipazione di: Lorenzo Bartolini Salimbeni, Renata Ferrara Pignatelli.  La sede è in via Castiglion del Lago, 57, 00191, Roma.

La newsletter, di natura non politica, non ha scopo di lucro e si propone di fornire - con frequenza inizialmente mensile - "periodiche illuminazioni" su argomenti di vario genere, con spunti di riflessione e informazioni. L'invio viene effettuato su segnalazione degli stessi lettori, agli amici ed agli amici degli amici. il presente numero è inviato a circa duemila persone. Sono gradite da chiunque le collaborazioni e le segnalazioni di persone interessate a ricevere la newsletter.
Per informazioni scrivere a info@lalampadina.net

Ricevi questa mail in quanto in passato hai prestato il tuo consenso a riceverla. In ottemperanza all’art. 13 del Regolamento 2016/679 (GDPR) e ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) puoi da qui verificare quali sono i dati conservati all'interno
del nostro database
ed eventualmente aggiornarli, oppure decidere di disiscriverti.

Se desideri segnalare "La Lampadina" ad un amico scrivi a iscrizioni@lalampadina.net.

Grazie
Il Team de La lampadina